Visualizzazione post con etichetta D'amore e altri guai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta D'amore e altri guai. Mostra tutti i post

venerdì 8 febbraio 2013

Pensieri a mezz'aria intorno

Mia figlia ha perso i sandali
sulla strada di Corinto
e io mi sono bruciata i piedi
per inseguirla
sull'erba acerba di febbraio
che piove tutti i giorni
in febbraio _ e non se ne può più
di questo freddo
di questi pensieri a mezz'aria
che poi succede quello che non ti aspetti
come quel giorno sulla piazzetta
che t'ho incontrato
e avevo i sabot bucati all'alluce
i jeans azzurri sfiniti di viaggi
e avrei voluto portarti via
con le mie ansie
e le mele rosse nel bagagliaio
che rotolavano a ogni tornante
e tu non l'hai mai scoperto
perché tieni le scarpe nelle scatole
e non ricordi neanche d'averle
ma scrivi parole di confine
dove ti cerco quando c'è troppa luna
e io ozio nelle intenzioni.
.
Quello che non va è che manca qualcosa
per far pace con i dèmoni
_ e scavare la luce
_ e lasciare gli occhi intorno.

.

mercoledì 24 ottobre 2012

Io ti sposo ogni giorno

Io ti sposo ogni giorno
quando la tua voce incontra
i miei mattini, nell'alba
che esce dallo stagno e accende
ombre e gracidio di rane.

Un braccio intorno al tempo
e l'altro a trattenerti
e in una vecchia custodia
di violino le parole
che non fermano il tuo passo.

Io so dove non sei
so i tuoi silenzi, e nel buio
che preme sul mio giorno
ti cerco anima e sesso
e tu mi chiami sposa.

Non sono stata mai più bella di così
così disposta a tutto,
anche a svegliarmi.

domenica 7 ottobre 2012

Nessuna precedente intesa

Non serve la lingua per avere voce
neanche adesso
che ti percorro in filari di suoni
finché diventiamo onde
nel mare immenso di un miraggio.
Tu asciughi con le labbra
la mia impronta
ma resta in bilico sul ventre 
la fuga lenta dei polpastrelli
a spartire le dita.

Fuori c'è un'aria densa di novene
nel vento che sgemma i rami d'aprile.
Sul cuscino il senso incauto
del mio appartenerti.

E il tempo si stacca e ci dorme accanto.

.

mercoledì 5 settembre 2012

Onde d'orizzonte

Non siamo mare di costa
siamo onde d'orizzonte
dove il sole cade
e il sale spacca gli occhi.
Siamo onde che s'inseguono
in cerca d'una terra
dove per sempre si distenda
il cielo, per poter
l'una nell'altra naufragare.

.

L'attracco

Nella solitudine notturna delle barche
cieca di stelle, è cigolio di sartiame
il mio lamento d'onda sullo scafo.
E tu sei la deriva
dove l'incontro è più profondo
nel mare che ci accoglie.
Si disfa l'aria in un suono
molle di parole dette altrove.
I tuoi silenzi risalgono le vele.

Io tengo fermo il vento.

.

martedì 4 settembre 2012

Il cappero s'appende

Sono un sentiero di campagna
con l'anima di foglie.
Soffro d'insonnia come la luna
e di notte vago il silenzio, rotondo
come un'ostia,
cercando l'origine del bello
nascosto nello stupore.

Per seguire il tuo passo ho messo
un guinzaglio d'erbe alla caviglia.
Rasento muri in pietra dove
il cappero s'appende 
e ti cerco nelle solitudini tra le dita
dove s'annida la parola.

Ti appoggio i miei pensieri sulla nuca
in quel punto dove la tenerezza
si concentra senza inganni.
I giorni degli abbracci sono solchi
che mi lasci addosso
e il tempo, perdifiato d'attese,
.
è un continuo_stremato_addio.

.

giovedì 23 agosto 2012

In queste notti ultime

E' finito il tempo dei vestiti per terra
di
quando bastava respirarci
perché
l'amore accadesse.
Ti
coprivo gli occhi con le mani
perché
non mi vedessi
morire, così
impudica e così casta
nel
rifugio dei tuoi fianchi.

In quei giorni
recintati di rondini
le
ali sbattevano sui lucernari
e
frantumavano il tempo.
Ma
in queste notti ultime d'amore,
mi nego ai tuoi silenzi
e
alle tue dita, che dubitano gesti
senza
percorrermi i pensieri.

E
nel buio che annera gli sguardi
ti
succhierò dagli occhi l'addio
e
mi lascerò scivolare
nella
lama di luce sotto la porta.

.

mercoledì 22 agosto 2012

Casomai scrivo versi

Casomai scrivo versi di mano sinistra
in questa sera sgomenta
che attraversi senza fermarti.
E brucio l'insidia di versi maneschi
perché non ti sei accorto che 
ti sono morta accanto 
prima ancora che fosse giorno
perché non ti sei accorto che 
ti sono morta dentro
mentre il mare
inghiottiva l'ultima metà della luna.
Così mi dirado, mi faccio fantasma
e più mi dissolvo
più voglio rimanere nelle parole
(un poeta non è mai quel che sembra).

E in queste notti sonnambule
sono un animale perfetto
con l'aggravante del pensiero.

.

giovedì 2 agosto 2012

Soupe à l'oignon


(Taglio le cipolle a rondelle sottili...)
Ci vuole ordine in cucina
e un coltello affilato. E' un rituale lento,
appassionato, è un'arte.

 (...le lascio imbiondire nel burro, a fuoco basso...)
A scuola disegnavo pulcini
con la matita gialla, chiocce obese
e piccoli galli con la cresta ritta.
Una bella famiglia
diceva la maestra
e io cancellavo il gallo, per dispetto.

 (...spolvero di farina e mescolo...
...a fuoco dolce­_ mescolo_ mescolo_mescolo...)

Ho continuato a cancellare galli
fino a quando ho incontrato
uno strano tipo di lupo
e avrei voluto con lui una tana
nel bosco.
Il gatto di casa arrotolato sulla sedia
sogna code di topi senza casta.
Brutta cosa quando si smette di sognare
e di credere d'avere sette vite.

 (...un petit verre de Cognac...)
“Il faut ma cherie
diceva mia mamma).
In questo novembre, che preme
sui vetri il vapore dei fiati,
la sera è la fiamma al camino
e gli amici.
E non è cosa da poco sentire
le voci di là
che fanno rumore e poesia.

 (...la soupe si serve
con tutto il suo profumo e un vino buono).

Mi manchi,
mi manca la tana nel bosco
e il coltello affilato.
Ma non dimenticarti di sorridere, lo sai,
la tristezza mi uccide.

Titti Ferrando ∞

.



lunedì 9 luglio 2012

Due pesci mi nuotano il cervello

Mi chiami quando ti senti solo
o sei ubriaco
o fatto di poesia
o tutte e tre le cose insieme, quando
non riconosci le impronte
che lasci sulle tue parole.
E io ci sono sempre, perché
il mio amore è cresciuto al freddo
coi mandarini
l'ho raccolto nell'orto
e candito sulla mensola alta della credenza
dove dimentico ritagli di giornale
e pensieri indecenti
che restano pensieri anche dopo la mezzanotte
anche dopo che ti ho spogliato dei tuoi enigmi
e sfogliato come un libro
ignorando le pieghe delle pagine.
E quando mi hai preso per mano ti ho
bruciato le unghie
e poi ti ho succhiato le dita
lentamente
... ad una ad una ad una...
perché ti ricordassi di quando
stavamo appoggiati con la schiena alle piramidi
perché ti ricordassi di quei giorni
che hanno divaricato l'ansia
di appartenerci
e nella torsione delle nostre ombre non c'era
spazio per nessuno.
Ho interpretato tutti i segni
anche i fondi del caffè
ascoltando musica celtica nel pomeriggio.
E a proposito di segni
due pesci mi nuotano il cervello
controcorrente
... muti muti muti...
per farmi sentire un po' più sola di prima
per farmi capire che non sono poi
così speciale

neppure adesso che ti ricompongo in pezzi
togliendoti piano la pelle
per non svegliarti
e ti appoggio il mio nome sulla lingua
incerta come sono
tra lo spegnere la luce
e il lasciarti andare.

*


domenica 8 luglio 2012

Durante me

Questo gennaio a mezzo
mi pronuncia sottovoce
e riempie gli spazi fra di noi
solo nei contorni
premendomi contro le parole.
Tu dici che tutto va bene
che forse pioverà e che fa freddo.
E ti fai nodo alla cravatta.

In questi giorni di ghiaccio nei fossi
cerco quello che manca fra te
e le mie emozioni
e vado a letto con le scarpe
per infrangere i divieti
di un dio prepotente
che cancella le mie orme
perché tu non possa trovarmi.

Durante me, giorni di pioggia e altre cose
(ma noi donne siamo così brave ad aspettare).

*

Di stanza in stanza

Se ti fossi girato in tempo
se svoltando la notte ti fossi fermato
in queste stanze narrate
mi avresti trovata.
Ferma.
Incerta come un'ipotesi.
Anche adesso che strappo ombre dai muri
e ho le mani aperte come un urlo
anche adesso che non vedo
nel buio, cosa indichi col dito.
Schiaccio sotto i piedi i suoni  
e li spargo in versi dappertutto
perché rientrando a casa la notte
tu possa sorriderli.
Ma rientrando a casa la notte,
al mio sonno
alla gonna vuota sulla sedia
a mi corazon de mono sul comodino
tu dici
vattene­_resta_vattene_resta
v­_a_t_t_e_n_e e fam­mi_ morire.

Poi fuggi nella tua storia, inseguito
dalle mie bambole vestite da Arlecchino.



* Corazon de mono, cuore di scimmia - grande seme tropicale 
* Arlecchino - demone ctonio

.

sabato 30 giugno 2012

Quattro mele cotogne

Quattro mele cotogne al davanzale
e tu, che mi ritagli come carta sottile
e inanelli di versi le mie dita.
Tra i gomiti reggo il fuoco del camino
la fiamma brucia il pomeriggio
disteso sul tappeto.
Il tuo respiro scava la mia gola
e tu che mi sussurri "fammi un figlio".

Di terracotta e nuvole ti farò
un figlio, amore, di carta 
e di parole scritte a penna. 
E sarai tu per sempre
perché alla fine di questo tempo
che si finge estate,
potremo soltanto perdonarci
e tu mi renderai il mio peccato.

*

lunedì 11 giugno 2012

In gemiti di passi incerti

Questo voler essere spazio
senza mai farmi radice
piuttosto aria tra le fronde
acqua in un vaso di coccio
cavallo di poca storia.
Provvisoria in ogni paese
come se non avessi
terra d'origine, punto d'inizio, corpo
ma solo innumerevoli piccole morti
che tintinnano come sonagli
ma solo innumerevoli piccole morti
per ognuno che ha camminato
con me per un tratto.

Tutto diventa chiaro a distanza
_quando si conosce l'epilogo_
ma adesso resto in mezzo alla strada
che non so dove andare.

*

In gemiti di passi certi

Lo sai, è difficile amarti
con la gola scabra d'attesa
in questo marzo tutto che
ci piove addosso negligente di gemme.
Sono i giorni dei semi nel solco
che calpesto senza raggiungerti
e nella solitudine dove ti fuggo
con le mani travaso la pioggia
scavo il dolore dalla terra perché
germogli il mio volerti accanto.
Fra gli sterpi s'insinua un passo sottile
di lucertola, osando labirinti dove
perderci per sempre.

E  andarcene in passi certi
(ma non bisogna credere ai sogni dei poeti)
in un esodo verso il silenzio
di antichi borghi, dove anche la parola
può diventare casa
e il ritorno è sempre più lontano.

*

martedì 17 aprile 2012

Gelosia

 
C'è un dubbio, a volte, triste
come il sospiro di un bambino
un tarlo che scava e rosicchia
fin dentro i pensieri.
Al primo temporale di settembre
finisce l'estate e le parole diventano
buio d'altopiano, senza luna.
Dirò quel che si dice quando
finisce il giorno. Dirò fa freddo
magari pioverà e altre cose senza
importanza, solo un poco più amare.
Non so mentire ma non dico
piuttosto sorrido e so perdere
senza darla vinta.

Cercherò tracce di silenzi diversi
e un nuovo posto per ascoltarli.

*

venerdì 13 aprile 2012

È l'erba secca che canta *


Sei arrivato quando il mio giorno
allungava il passo
e io cercavo ombre sui miei talloni.
Mi inseguivano le ombre
e non le potevo calpestare,
ignorare, uccidere.
Mi inseguivano e basta.
In silenzio. Come le colpe.

Dopo l'inverno quando il tempo
sosta, nel bosco dove volano le civette
anche laria odorava d'attesa.
Confusa di ricordi e desideri,
ridevo strane lacrime
invasa dai muschi oscuri
dell'inganno
e dal complotto dei pensieri.

Finché incapaci di ragione o di follia
abbiamo dato il respiro alle parole
(la parola è solo un'illusione)
e al buio il nostro fuoco.

* T. S. Eliot