martedì 7 febbraio 2017

domenica 15 gennaio 2017

Il pianto della rosa


Fermati a odorare la rosa 
prima che scenda la notte.
La strada è ancora lunga
e non ci sono altri fiori
sul cammino
ma sempre, soltanto
una lacrima da piangere.

Gennaio 2017



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martedì 13 dicembre 2016

Andare avanti

È un vivere lieve
come andare a zonzo.
Il poeta ha il respiro leggero
e vecchi peccati
da rimpiangere
o dimenticare.

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venerdì 11 dicembre 2015

In limine


C'è sempre qualcosa di pagano
in noi che malvivendo giorni
ignoriamo le ragioni degli altri
e inventiamo dei per paura
della morte.
S'attrista l'uomo solo
che calpesta la sua ombra
fra le ortiche dell'argine.
Le cavalle si respirano
muso a muso
odorando l'aprile al di là
dei fianchi.
Il riconoscersi racchiude l'infinito.

.

giovedì 3 dicembre 2015

Sorrisi e inganni



Mia sorella di notte
sposta fantasmi e tavoli parlanti
che il buio la rende rende audace.
Io ridendo accatasto paure
e tutti i peccati che non ho fatto
e glieli soffio addosso
come minuscole illusioni
che invadono il respiro.
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sabato 23 marzo 2013

Le ceneri del morto

Hanno stipato nell’urna
la rappresaglia delle sue mani
la sua doppia personalità
e i ginocchi freddi.
Di quello che era stato
resta solo un fosco sfrigolio
disgiunto d’anima.
.
E in damnatio memoriae
hanno bruciato anche le sue cose
e dato via i vestiti buoni
per non ritrovarselo
nell’improvviso d’una cravatta.
Senza dar tempo al lutto,
la vedova,
l’ha sanzionato in cantina
proprio difronte al Beaujolais nouveau.
.
E dire che il vino non gli era
mai neanche piaciuto.
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lunedì 18 febbraio 2013

L'oscurità del giorno

Nel cortile abbaiato di cani
ti inciampavo addosso
ad ogni lamento.
Senza rialzarci, chiuse di noi
in cima al fosso
stavamo là perterra
a raccontarci ferite
e cose sussurrate appena.

Qui tutto è uguale, vedi?
[In questa terra immobile
c'è sempre il sole fermo sul sarello
batte ancora lo zoccolo il cavallo
con suono ottuso di campana fessa.]
Diversi siamo noi _ noi che aspettiamo.
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venerdì 8 febbraio 2013

Pensieri a mezz'aria intorno

Mia figlia ha perso i sandali
sulla strada di Corinto
e io mi sono bruciata i piedi
per inseguirla
sull'erba acerba di febbraio
che piove tutti i giorni
in febbraio _ e non se ne può più
di questo freddo
di questi pensieri a mezz'aria
che poi succede quello che non ti aspetti
come quel giorno sulla piazzetta
che t'ho incontrato
e avevo i sabot bucati all'alluce
i jeans azzurri sfiniti di viaggi
e avrei voluto portarti via
con le mie ansie
e le mele rosse nel bagagliaio
che rotolavano a ogni tornante
e tu non l'hai mai scoperto
perché tieni le scarpe nelle scatole
e non ricordi neanche d'averle
ma scrivi parole di confine
dove ti cerco quando c'è troppa luna
e io ozio nelle intenzioni.
.
Quello che non va è che manca qualcosa
per far pace con i dèmoni
_ e scavare la luce
_ e lasciare gli occhi intorno.

.

mercoledì 30 gennaio 2013

Così in terra

Bisogna cercare dappertutto
anche in questa Bombay
disperata di sole e pioggia e piedi scalzi
presagio d'agonia
che svuota il cuore.
Cercare in fondo al mare
che non ha appartenenza ma solo
onde onde e onde
ma solo solitudini di coste
senza centro.

E quando lo schianto si fa cattivo
bisogna dipingere gli occhi sulla prua
verso la casa del ritorno
in terraferma.

Quel giorno qualche dio farà il conto.
________________________Forse.
.
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lunedì 28 gennaio 2013

Io

"Io" dice al telefono
dopo mesi che non si fa sentire.
Un io innocente come la domanda
di un bambino.
Io come punto a capo
come se niente fosse.

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domenica 16 dicembre 2012

Interno dentro

Ho bisogno di avere qualcuno
a cui pensare per sentirmi in salvo
e di mettere da parte i momenti
belli _ dolci come le dita di una madre _
per quando tutto finisce
e più niente sembra avere importanza.

Non voglio ricordare ma non so
dimenticare. Faccio accordi coi giorni,
e rido di me come in un pianto.

Abito luoghi immaginati
[donna in solitudine_slegata_errante] 
nascosta in un libro
dove il gatto spigrisce secoli di storia,
rabbrividisco malinconie
mentre l'inverno rabbioso, stringe.
.

lunedì 12 novembre 2012

Notturno

Di notte le città si muovono
e gli alberi scendono
i gradini delle chiese
in fila indiana di toporagno
trascinandosi dietro i lamenti
delle case, la pena senza sbadigli
dietro alle finestre.
.
Impigliata nelle insegne
la solitudine come un esilio
gesticola nei vicoli
e consegna ad ogni porta
un altro giorno
che ansima nell'alba
la fatica del vivere.

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domenica 11 novembre 2012

Lungo il sentiero assiepato

Tu vivi qui, in fondo al viale
dietro alla siepe dove mio padre
nascondeva il suo malamore
e i miei quattro fratelli lustravano
sui rami, le loro piume di maschi
per il tempo dei desideri.

Mia madre aveva un grande cappello
calato sugli sguardi
e piedi troppo piccoli per fuggire.
Io, per gioco, lievitavo pane sollevando
nuvole bianche di farina sui miei seni.
Tra noi e la siepe, tre spighe di grano.

Tu vivi qui, in fondo al viale, chiuso
nella tua ombra che non cambia direzione.
Hai calpestato il nostro odore
che ancora io cerco dappertutto
e seppellisco matite fra i sassi aspettando
che germoglino parole.

venerdì 26 ottobre 2012

La ragazza che suonava il pianoforte

La ragazza che suonava
il pianoforte
nascose le sue mani
piene di note
in un cespuglio di rovi
e scosse i suoi occhi
al vento di Maestro
che odorava di sale.
Quando cercò
con le nocche graffiate
di seppellire uomini di mais
la ragazza riconobbe
in un seme la spiga
e fu stupore.
E le note,
tutte le note
rotolarono
fra le zolle dure della terra
e diventarono bisbigli
e i tordi dal canneto
levarono alti gridi
oltre i tetti
i muri
l'alloro
e gli uomini di mais
con sguardi bianchi di dei
sfuggirono
alla loro sepoltura.

E le sue dita prensili sul nero dei diesis. 

.

* uomini di mais, da una leggenda Maya.

Il barbone di via Ugo Bassi

I sassi nelle sue tasche hanno suono bianco di confetti e avvolta
nella carta del pane ha la pietra filosofale e la sua strana fantasia.

Quando gli uomini si sono coperti 
di squame, ha avuto paura dei loro piccoli
gelidi occhi di lucertola ed è fuggito per i vicoli 
inseguito dai fiati che ingoiano il suo nome.
Disgusto di sudore e miseria nei suoi stracci.
Odore di brace e bucce d’arancia.

Soffocato d’assenza d’ascolto
divorato da una misteriosa follia
ha chiuso gli occhi per non esserci più.
Aggrappato al suo buio
frantuma rumori, vede il silenzio dei platani
e il canto dei merli. E tutto gli appartiene.

Quando il tramonto si distrugge
nel buio, in un angolo sporco di via Ugo Bassi
nel freddo di labbra spaccate
si ferma, esausto di fuga
e s'addormenta spalancando gli occhi
per vendicarsi della luce.

Poi sparisce in una macchia d’umido nel muro sconnesso.

*

mercoledì 24 ottobre 2012

Io ti sposo ogni giorno

Io ti sposo ogni giorno
quando la tua voce incontra
i miei mattini, nell'alba
che esce dallo stagno e accende
ombre e gracidio di rane.

Un braccio intorno al tempo
e l'altro a trattenerti
e in una vecchia custodia
di violino le parole
che non fermano il tuo passo.

Io so dove non sei
so i tuoi silenzi, e nel buio
che preme sul mio giorno
ti cerco anima e sesso
e tu mi chiami sposa.

Non sono stata mai più bella di così
così disposta a tutto,
anche a svegliarmi.

* 

martedì 16 ottobre 2012

Pianoforte nella nebbia

Hai suonato così forte
in quei giorni diversi
che non ti è bastato il cuore
e l'hai nascosto in un tronco cavo
con le tue mani chiuse come pigne
nel senso d'abbandono della resa.
.
E io ti cerco negli spazi
fra le note, fonde di lacrime,
dove nascondi la malinconia
dei sogni dismessi
e questo rauco guardarti dentro
che non scioglie enigmi.

Nei tuoi accordi tremo il buio
e il suono chiaro della nebbia
rinchiusa nei recinti.
E le tue mani sanno 
l'inclemenza dei giorni
il nascondiglio dello scoiattolo

e lo stupore della margherita.

*

lunedì 15 ottobre 2012

Effetto autunno fondo

Si ferma _ Si ferma il giorno, la rondine,
il battere del sole sulla foglia,
la mano nell'aria _ Si ferma.
Si ferma la notte
che inganna la pena del vivere
e della vana saggezza delle scelte
racconta il dolore _ Si ferma.
Si ferma la voce nel labbro che stringe
parole che non ripeteremo.

Resta solo il fragore delle domande
e questo settembre che indietreggia
nel coraggio dell'autunno.

*

giovedì 11 ottobre 2012

Con los ojos vendados

Quando c'è troppa luce
me voy con los ojos vendados
mi cerco nel profondo di un rio
sottoterra, tacendo
segreti di poco conto
vecchi al di là del tempo.

((La vita è un volo di storni, l'amore un uccello che morde i tuoi passi
a volte un passero ucciso tra i rovi che scava la notte col becco.))

Y cuando te hecho de menos
mi fermo, mi scosto di un nulla da me
e cerco i tuoi voli tra i sogni
del canneto, nel punto perfetto
dove s'incontrano
le ali dei poeti e l'anima delle donne.

*

domenica 7 ottobre 2012

La rivolta dei sans papier

Taglia quella catena che inceppa 
mughetti ai fili spinati
fino a che il vento
ti porti via il cappello
naufragandolo sulle rotte dei tonni.
Sfilacciati, sconnessi , osano
pezzi e resti dei miei ideali
appesi allo stesso recinto, accanto a te
(nomade che guardi le stelle dall'alto)
mentre si chiudono le ali di anatre
bianche, a testa in giù.

Ma adesso è il gelo di polsi legati
di voci che spostano fumo
caviglie di traverso
a scansare ingiustizie.
E resta, nelle reti a raccolta, odore di muffa
e cantina e il cuore grande dei puri.

Ed è tutto così difficile, figlio, come spiegare Dio.

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